Dietro la figura pubblica dell’astronauta Reid Wiseman dell'Artemis II, comandante della spedizione, c’è anche una storia personale segnata dalla malattia. Non la sua, ma quella della moglie Carroll che ha segnato la sua vita. Wiseman, secondo quanto raccontato da Men’s Journal, sta crescendo da solo le sue due figlie dopo la morte della moglie Carroll, scomparsa nel 2020 a 46 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro.

Reid Wiseman e il rapporto con la moglie Carroll

Carroll Wiseman aveva costruito la propria vita attorno alla cura degli altri. Originaria di Virginia Beach, aveva studiato fino a specializzarsi come infermiera pediatrica e aveva lavorato sia in ospedale sia come infermiera scolastica, prima nel Maryland e poi in Texas. È stata la stessa NASA a ricordarla per il suo impegno professionale nel campo della terapia intensiva neonatale. Dopo la sua morte, Wiseman è rimasto solo con le figlie Ellie e Katherine: la sfida più difficile ma anche più significativa della sua esistenza, più che un viaggio verso la Luna. Nonostante i riconoscimenti accumulati in carriera, infatti, è stata proprio l’esperienza di padre single che lui considera il passaggio più impegnativo e, insieme, più importante del suo percorso.

Chi è davvero Reid Wiseman comandante dell'Artemis II

L’immagine pubblica di Wiseman, quindi, non è solo quella del militare, del pilota o dell’astronauta scelto dalla NASA nel 2009 e già protagonista di una missione sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2014. Durante la malattia della moglie, Wiseman si era allontanato dal servizio attivo per lavorare nell’ufficio astronauti, prima come vice e poi come capo. Solo nel 2022 è rientrato nel programma di volo e poco dopo è arrivata la chiamata per Artemis II. Oggi, ancora più che quella del comandante, emerge soprattutto la figura del padre. Poco prima del volo ha condiviso una foto con le figlie, scrivendo di partire per quella missione come “un padre orgoglioso”.

Ma prima ancora aveva già raccontato di aver trovato dei biscotti fatti in casa nascosti da una delle bambine nella valigia preparata per la Luna, un gesto piccolo ma fortissimo, capace di restituire tutta la tenerezza del rapporto tra loro. Anche in vista dei rischi del volo spaziale, Wiseman ha spiegato di aver parlato apertamente con le figlie dei documenti e delle decisioni da conoscere nel caso gli fosse successo qualcosa, affrontando con loro anche gli aspetti più duri del suo lavoro.

Anche la malattia dei genitori nel recente passato

A rendere ancora più delicata la sua storia familiare c’è il fatto che Wiseman abbia attraversato negli ultimi anni dei momenti difficili con i suoi genitori. Sempre secondo quanto riportato da Men’s Journal, sua madre è morta dopo una lunga battaglia con l’Alzheimer e anche il padre, oggi 83enne, sta affrontando a sua volta un tumore. Per questo la sua missione non appare soltanto come un traguardo professionale, ma anche come il punto di arrivo di un percorso personale segnato dalla forza di volontà e dalla ferma decisione di reagire ai tanti ostacoli che la vita gli ha messo sul percorso. Ostacoli che, però, non gli hanno impedito di raggiungere (letteralmente) la Luna.