La prima volta è quella più dolce e attesa: Neymar è stato convocato al Mondiale e guiderà il suo Brasile verso un sogno, il sesto titolo, che in Patria cullano dal lontano 2002. È una prima volta perché da quando Carlo Ancelotti siede sulla panchina carioca, mai aveva convocato in Nazionale la stella brasiliana, simbolo di quel Mondiale "maledetto" del 2014 in patria, chiuso in semifinale contro la Germania (futura nazionale campione del mondo) con la sconfitta per 7-1 in quello che venne definito il Mineirazo. Un Mondiale che, a onor del vero, per lui si concluse prima, a causa dell'infortunio rimediato contro la Colombia. Ma perché Carlo Ancelotti ha deciso di affidarsi proprio a lui, proprio ora?
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Neymar convocato al Mondiale: a 34 anni guiderà ancora una volta il Brasile
Dopo l’esordio nel 2010, arrivato giovanissimo e accompagnato subito da un gol contro gli Stati Uniti, Neymar è diventato in pochi anni il volto tecnico e simbolico della Seleção, assumendosi responsabilità enormi in una delle maglie più pesanti del calcio mondiale. Con il Brasile ha brillato già nella Confederations Cup del 2013, torneo vinto da protagonista e chiuso anche con il Pallone d’Oro della competizione, in una fase in cui sembrava destinato a guidare stabilmente il nuovo ciclo verdeoro. Oltre allo sciagurato Mondiale del 2014, nel 2016 ha poi firmato un altro passaggio fondamentale della sua carriera internazionale, trascinando il Brasile alla medaglia d’oro olimpica a Rio, un traguardo che il Paese inseguiva da sempre e che ha avuto un peso simbolico enorme.
Sul piano strettamente statistico, il suo percorso con la Seleção lo ha portato a superare anche Pelé nel numero di reti segnate con la maglia del Brasile, diventando il miglior marcatore della storia della nazionale secondo i dati ufficiali della FIFA. Accanto ai numeri, però, resta soprattutto il peso tecnico del suo contributo: Neymar è stato per anni il giocatore attraverso cui passavano creatività, uno contro uno, ultimo passaggio e finalizzazione. Anche nei momenti in cui il Brasile non è riuscito a trasformare il suo talento in un titolo mondiale, il suo ruolo è rimasto quello del leader offensivo chiamato ad accendere la squadra. Ecco, forse, uno dei primi motivi del perché, alla fine, Carlo Ancelotti ha optato per non privarsi del suo fuoriclasse al prossimo mondiale.
Perché Carlo Ancelotti ha deciso di convocarlo al Mondiale
In forza al Santos, in patria, dal 2025, Neymar non gioca una partita ufficiale con il Brasile da quasi 3 anni. Era il 17 ottobre del 2023, in occasione di Uruguay-Brasile, match valido proprio per le qualificazioni al Mondiale. Nella sfida (persa 2-0) l'attaccante brasiliano riportò la rottura del crociato anteriore e del menisco, chiudendo con largo anticipo la stagione 2022-2023. Quello che ancora non poteva sapere è che proprio a causa degli infortuni si stava chiudendo la porta della Nazionale.
Un calvario lungo, appunto, quasi 3 anni. Fino all'aprile scorso, quando forse un po' a sorpresa è stato inserito nella lista dei 55 pre-convocati di Ancelotti per il Mondiale in Messico, USA e Canada. Fino a questa sera, fino alla lista dei 26 convocati definitivi dove figura anche quello di Neymar Junior.
Il motivo di questa scelta? È nelle parole di Ancelotti al The Guardian di qualche settimana fa, che ora assumono un sapore del tutto chiaro: "La convocazione di Neymar dipende solo da lui. Conta ciò che mostrerà in campo. Il talento di Neymar non è in discussione, bisogna valutare solo la sua condizione fisica". Condizione che ha evidentemente convinto il ct del Brasile: Neymar in questa stagione ha fin qui giocato 8 partite, realizzando 4 gol e fornendo 2 assist. Senza contare che in patria è partito un vero e proprio movimento per convincere l'allenatore a puntare ancora sul loro fuoriclasse, a cui lo stesso Ancelotti aveva risposto: "I leader sono fondamentali. Fortunatamente, questa squadra ha leader molto rispettati. Leader che non parlano molto ma danno il buon esempio". Ecco allora perché Carlo Ancelotti ha deciso di non privarsi del talento (e del peso) di Neymar.
Giusto per capire il suo peso, fino all'ultimo il testa a testa per la convocazione era (tra gli altri) anche con con João Pedro, attaccante del Chelsea. A decisioni non ancora chiuse, ogni nome poteva saltare per spazio a quello più ingombrante di tutti. Eppure, a proposito della possibilità di vedere il collega al Mondiale, João Pedro aveva così risposto: "Neymar ai Mondiali. Neymar è Neymar. Proprio come Messi lo è per l'Argentina, Neymar lo è per il Brasile. Neymar è il mio idolo. È un ragazzo con cui non ho avuto l'opportunità di giocare. Penso che Neymar sia un idolo per quasi tutti nella nazionale. Spero che possa essere ai Mondiali e che io possa essere con lui. Gli auguro buona salute. Spero di vederlo ai Mondiali". Adesso è solo il tempo delle risposte, il tempo in cui a parlare sarà il campo. Con un Neymar Junior in più per inseguire, ancora una volta, il sogno del sesto Mondiale.
La reazione alla convocazione
Durante l'annuncio ufficiale di Ancelotti, nel corso di un evento organizzato, alla lettura del nome di Neymar è scoppiato un boato in sala: applausi e cori hanno accompagnato la lettura del nome da parte del tecnico italiano, come nessun altro nome. Questo a testimonianza di quanto Neymar ci tenesse a essere al Mondiale, ma soprattutto di quanto il Brasile volesse Neymar alla Coppa del Mondo.












