I vegetali hanno smesso di essere un semplice contorno per diventare il motore immobile della spesa in Italia. Parliamo di un mercato che nel nostro Paese ha raggiunto l’impressionante valore complessivo di 6,7 miliardi di euro. Una transizione strutturale che unisce la consapevolezza dei consumatori, la sostenibilità del pianeta e le più recenti evidenze scientifiche sulla salute.

In occasione dell’evento milanese The Power of Veggies, Bonduelle ha scelto di intercettare questo cambiamento profondo presentando una brand identity completamente rinnovata e una strategia commerciale battezzata come “percorso vegetale”, pensata per abbattere le storiche barriere tra i diversi reparti del supermercato. Sì, i vegetali sono un pilastro per il futuro degli italiani. Ecco spiegato il perché.

I vegetali sono un pilastro per il futuro degli italiani: i numeri del piatto di casa nostra, la svolta generazionale degli under 30

A fotografare questa evoluzione ci sono i dati rigorosi emersi dalla ricerca realizzata dal REM-Lab dell’Università Cattolica, il Centro di Ricerche su Retailing e Trade Marketing guidato dal Professor Sebastiano Grandi. Lo studio rivela che il 66,9% degli italiani consuma vegetali in modo regolare, ovvero tutti i giorni o più volte alla settimana. Una percentuale che balza addirittura al 73,1% se si isola la generazione degli under 30, a dimostrazione di come i giovani stiano guidando il cambiamento. Al contrario, solo una quota marginale pari al 4,7% dichiara di non consumarne quasi mai.

Il dato più significativo riguarda le motivazioni profonde che spingono all’acquisto. Il 74,7% del campione dichiara di voler seguire uno stile alimentare più ricco di verdura e legumi per una scelta di benessere personale, seguito da un 27,7% che risponde a precise prescrizioni di medici e nutrizionisti. I consumatori assegnano ai prodotti plant-rich (prodotti e alimenti composti prevalentemente o interamente da ingredienti di origine vegetale, come verdura, frutta, legumi, cereali e semi) un voto altissimo in termini di salute (8,4 su 10), versatilità in cucina (7,9) e leggerezza (7,9). Crolla invece l’idea che si tratti di un trend effimero: l’affermazione “sono una moda del momento” si ferma a un bassissimo 4,6 su 10.

“I dati della ricerca condotta dal REM-Lab dell’Università Cattolica confermano ciò in cui Bonduelle crede e investe da sempre: i vegetali non sono una tendenza passeggera, ma un pilastro fondamentale dell’alimentazione degli italiani e del loro futuro”, spiega Federico Odella, CEO di Bonduelle Italia. “Questo rappresenta non solo una conferma della nostra missione - ispirare la transizione verso un’alimentazione più vegetale - ma anche una responsabilità. Dobbiamo e vogliamo continuare a innovare, a rendere i vegetali sempre più accessibili, gustosi e pratici”.

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L’onda flexitariana e l’alleanza con la scienza della longevità

Il consumatore moderno non cerca etichette rigide o privazioni, ma flessibilità. Lo dimostra il fatto che il 69% degli intervistati si dichiara ormai a tutti gli effetti “flexitariano”, preferendo una dieta a forte trazione vegetale in cui carne e pesce compaiono solo sporadicamente, mentre il 12% adotta questo stile in modo continuativo. Le ragioni di questa scelta risiedono per il 42% nella tutela della salute e per il 33% nella volontà di diversificare i nutrienti a tavola, seguite da motivazioni ambientali (26%) ed economiche (20%).

Un approccio che trova una sponda scientifica cruciale nei princìpi promossi dalla Fondazione Valter Longo, che individua in verdura e legumi i pilastri della routine quotidiana per contrastare l’invecchiamento cellulare e l’insorgenza delle patologie più comuni della nostra epoca. “Lo stile di vita salutare e la corretta nutrizione sono le armi più potenti che abbiamo a disposizione per programmare il nostro organismo a una longevità sana, rallentando il decadimento cellulare e favorendo una migliore risposta immunitaria alle malattie”, commenta Romina Inès Cervigni, Responsabile Scientifico della Fondazione Valter Longo. I nutrizionisti della Fondazione, infatti, inseriscono questi alimenti come elementi indispensabili e insostituibili per una routine giornaliera protettiva.

Oltre la barriera dello scaffale: come cambia l’esperienza d’acquisto

La risposta industriale di Bonduelle a questo scenario si concretizza nel concetto di “percorso vegetale”, un'idea strategica che punta a superare la frammentazione commerciale all’interno dei punti vendita. Spesso, infatti, il consumatore tende a inserire nel carrello, durante la stessa spesa, prodotti vegetali che appartengono a categorie merceologiche differenti, cercando risposte a bisogni diversi. Le verdure fresche di IV Gamma vengono percepite come innovative (25,2%), i surgelati sono preferiti per la riduzione dello spreco alimentare (38%), mentre i prodotti in scatola sono apprezzati per la comodità di conservazione (37,8%) e la rapidità di preparazione (32,8%).

L’obiettivo del brand è unificare l’offerta per presentarsi come l’unico punto di riferimento in tutte e quattro le tecnologie in cui opera: fresco, piatti pronti, conserve e surgelati. Per cucire insieme queste esigenze, il marchio si rifà il look sotto il cappello identitario de “Il buono che ci piace”, uno slogan che unisce salute, sapore e rispetto per il pianeta.

Il cambiamento visivo è immediato e punta a ridisegnare l’esperienza visiva nei corridoi della grande distribuzione. Al centro del rilancio c’è l’adozione di un nuovo verde più deciso e saturo, un colore distintivo che amplifica l’impatto visivo a scaffale e riafferma il legame genetico dell’azienda con la natura (e il suo essere verticale sui prodotti vegetali). Parallelamente, il logo è stato ripulito, reso più nitido e armonizzato per garantire la massima coerenza in tutti i mercati internazionali. Una metamorfosi grafica che serve a guidare il cliente in un viaggio fluido e consapevole verso un’alimentazione incentrata sul benessere.

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