Le caratteristiche nutrizionali della cena influenzano la qualità del sonno: è un dato di fatto. I disturbi del sonno sono spesso legati, molto più di quanto si pensi, al non rispetto delle regole di igiene del sonno che raccomandano, tra le altre cose, di evitare di assumere nelle ore tardo-pomeridiane e serali stimolanti come il caffè, il tè o le bevande energizzanti, di evitare pasti serali abbondanti, molto calorici o ad alto contenuto proteico quindi a base di carne o pesce e di evitare il consumo di alcolici come vino, birra e superalcolici. Ma fino a che punto mangiare male a cena influenza il riposo e la colazione del giorno dopo?
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Mangiare male a cena influenza il riposo e la colazione: ecco perché facciamo scelte alimentari non corrette anche al mattino
Di recente uno studio condotto presso l’Università di Granada ha sottolineato che non rispettare i requisiti di igiene del sonno, non solo peggiora la qualità del riposo notturno, ma influenza negativamente anche le scelte alimentari che si fanno al mattino, al momento della colazione alimentando un circolo vizioso che non riesce a spezzarsi. Pur trattandosi di uno studio osservazionale induce un’interessante riflessione sull’importanza di mantenere un corretto stile di vita, di seguire le regole di igiene del sonno al fine di mantenere il peso corporeo nella norma, di fare scelte alimentari equilibrate e poter contare su un adeguato riposo notturno.
I dati dello studio
Nello specifico gli autori del lavoro di ricerca hanno analizzato i dati provenienti dallo studio clinico randomizzato TEMPUS: in questo modo hanno selezionato 146 persone (donne per il 47%) obese che si sono impegnate per la valutazione oggettiva del sonno a indossare un dispositivo di monitoraggio del sonno – un accelerometro – per 14 giorni consecutivi. Queste persone hanno riportato fedelmente le loro abitudini alimentari a cena e a colazione. Le caratteristiche della cena sono state abbinate con i registri del sonno della notte successiva e i parametri del sonno sono stati confrontati con le caratteristiche della colazione del mattino seguente. In questo modo si è visto che le persone che a cena preferivano piatti molto calorici ricchi di grassi, colesterolo, e proteine che quindi consumavano per esempio carne rossa, patatine fritte e alcol hanno evidenziato nella notte successiva una cattiva qualità del sonno.
Le persone che invece hanno consumato cene ricche di carboidrati, pesce azzurro e olio d'oliva hanno potuto contare su una migliore qualità del sonno nella notte successiva. I partecipanti allo studio che a causa di cattive scelte alimentari a cena hanno dormito male hanno evidenziato anche abitudini meno salutari durante la colazione del giorno successivo. Nello specifico chi cena male, dorme male, si sveglia tardi e consuma colazioni molto caloriche povere in fibre e ricche in zuccheri. Dallo studio è anche emerso che al di là delle abitudini alimentari a cena, le persone coinvolte nello studio che si addormentavano molto tardi e che tardavano a svegliarsi al mattino tendevano a consumare colazioni molto ricche in carboidrati.
Il parere dell'esperto
"Come sostengono gli stessi autori, lo studio in questione riporta delle relazioni abbastanza deboli - sostiene Luigi De Gennaro, professore di Neuroscienze del Sonno all’Università di Roma Sapienza -. Inoltre, gli autori hanno misurato il sonno con uno strumento indiretto come un accelerometro, che deduce la presenza di sonno o veglia dall’assenza o presenza di movimento, rispettivamente. Comunque, indipendentemente dalla preliminarità dello studio stesso, va ad esso riconosciuto il merito di indicare l’esistenza di relazioni potenzialmente bidirezionali tra abitudini alimentari e caratteristiche del sonno, suggerendo che dobbiamo prestare verso qualità e quantità del sonno la stessa attenzione che dedichiamo ai nostri comportamenti alimentari".












